Tiranni pensieri. Incontrollati pensieri

Non si legge tutto con la stessa intensità. C’è il tempo della distrazione e quello in cui i nostri stimoli più profondi sono assorbiti dai nostri pensieri.
Tiranni pensieri. Incontrollati pensieri.
Decine e decine di coste colorate: arancio, carta da zucchero, nero, rosso, pastello. Tonalità sbiadite dal tempo, dal sole, dalla sabbia, dall’usura, dalla noncuranza.
Altezze variabili, caratteri, titoli, intestazioni. E le copertine che odi, quelle che non capisci, quelle che “questo lo compro”, quelle che ami, quelle che ti ingannano. Tutto in parallelo con le mie età. Il prospetto di una combinazione casuale, dovuta ad un ordine un tempo così importante, mi si para davanti come una bandiera di nostalgia e pentimento. C’è il libro che odi, perché hai odiato chi te l’ha regalato. È lì.
C’è quello che non hai letto, e lo so è banale, magari non lo leggerò mai.
C’è l’idea, le corse in libreria, le prospettive, il sogno magico lontano dei diciannove, la speranza sfrontata di saper comprendere e Corso Vittorio in una notte d’inverno.
Fermi e immobili come un monumento della memoria. E una storia che non ti appartiene diventa improvvisamente tua se ci ritrovi dentro lo sguardo perduto di qualche anno fa.
photo francesco survara

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