venerdì, marzo 31, 2006

venerdì sera...

Maglione, maglietta. Nero? verde? Ma sta bene così? meno attilata, mettiti quella.
"Voi avete cenato? Io sono due giorni che non mangio"
"Guarda Linda. Guarda come sta Zio Stefano...mica si poteva mette sto collo di camicia!"
e no eh?

TV: "amooo... come se dice a Roma, 'a scazzotata"
Risa, sguardi attenti interessati, commenti. Si sono cristallizzati davanti allo schermo.
TV: "m'aiuta sempre me dà e forze.. me controlla sempre"

"Mortacci loro, ma stanno fòri?!"
"C'hai l'amante?"
"ah scemoo che c'hai da dì contro 'o snowboard"

giovedì, marzo 30, 2006

Grandioso!

da vedere...

mercoledì, marzo 29, 2006

Bolliture

Non cedere alla tentazione di commentare la politica nostrana è una grande impresa.
Stamattina al mio consueto appuntamento con tè e fetta biscottata c'erano anche dei fantastici bambini bolliti. I comunisti cinesi bollono-bolliscono-hanno bolluto, insomma se li so magnati, i bambini?

"In mezzo a una conversazione di due ore, in cui si alternano cose serie ad altre ironiche, ho fatto una BATTUTA, una IRONIA discutibile, non ho saputo trattenermi, ma ho citato un fatto vero, certificato da documenti". All'indomani della bufera sulle sue parole riguardo ai "bambini bolliti.

Sue parole. E di chi?


Direi che mi astengo dal commentare, ma non per mancanza di argomentazioni. E il non esplicitare il LUI in questione è una scelta, perchè scriverlo sarebbe ridontante, una sorta di testo pieno zeppo di ripetizioni.
E forse perchè coltivo la speranza che questo stesso Lui veda ben presto bollita la sua testa in un pentolone made in Italy, altro che Cina...

giovedì, marzo 23, 2006

Mercoledì in 4

Quattro donne. L’una diversa dall’altra. Manina, Inana, 3C, Quino.
Senza pretese, con troppe attese. Avvolte nel misterioso mistero dei propri pensieri; pensieri che generano una situazione nuova: fatta di dolori e paure, preoccupazioni e dubbi. E così come ora mai. La domanda è stata perché?. Perché siamo grandi. O almeno tentiamo di esserlo. E la risposta è arrivata dritta come un diretto Roma-Mondo andata e non ritorno, senza scali. E non so se è il sentirla così mia questa risposta, o il non volerla proprio sentire, che mi fa stare come sto.
Lo chiederei ad ognuna, certa della diversità delle risposte. Perché ogni schermo è diverso, e il filtro delle nostre percezioni si allarga e si stringe, e quando lo fa, cazzo! non avverte.
E allora mi auguro che Lila si chiami davvero Lila Saida, un giorno, e che ci sia Aidè e la mia grande Vittoria, e un’altra piccola ieri senza nome, che sicuramente avrà i ricci.

martedì, marzo 21, 2006

Se una notte di alcol una paranoica...

Fa che una sera dopo aver bevuto (abbastanza) un affare chiamato Zombie, toccandoti l'ascella ti ritrovi un "bozzo"... aiaiaihaiah... PARANOIA.
Figlia della Paranoia? Yes I'm...

1) ho bevuto troppo
2) c'era qualcosa nel drink, me l'ha messo il barista. Bestia, malefico, maledetto...
2) ho una malattia fulminante, tempo di rientrare a casa e stramazzo
3) è solo una ghiandola (no no, e non è possibile!! come una ghiandola! Io non ho ghiandole!! mmmhhh, bè forse si..)

Ormai sono certa, dovrò essere operata, anestesia, mesi di ospedale e gli amici che non verranno a trovarmi e allora mi dovrò incazzare, e la mia ascella che non tornerà mai più come prima.
Afflitta me ne vado a casa, saluto Francesco frignando... ecco, lo vedi, lo sapevo (lo str.... ride).
Dormo malissimo, mica sarà per la ghiandola? Ah no è vero io non ho ghiandole...
Stamattina niente lavoro, ho bevuto troppo ieri sera, caz.. mi gira la testa, mi si rivolta lo stomaco. E poi la metro, la macchina, la gente, il lavoro, oh no no, casa...poi dovrò affrontare il medico e la terribile rivelazione del mio "bozzo" mortale.
h. 15.00
L- dottore sono De A............, posso scendere? Lei c'è?
D- presente. Vieni giù ora, non c'è nessuno, facciamo follie.
L (pensa) - ride il bastardo io muoio e lui ride, facciamo follie, puff...con una malata terminale cazz vuoi fare.

Sono andata dal dott.re... infiammazione della ghiandola sudorifera (ma allora ce le ho.!) causa deodorante, saponi ecc.
Ma dico io...

lunedì, marzo 20, 2006

scrivere se

Insistentemente Francesco chiede, ritiene e dice che io debba scrivere un libro (sostituirei il devo con un desidererei che…).
Vorrei tanto accontentarlo, ma i libri non nascono solamente da desiderio: anche, per l’appunto, ma non solo.
Me lo sono domandata spesso: tecnica, pazienza, intelligenza? Qualcosa da dire? Immaginazione, pervicacia? Da piccola pensavo al talento: o ce l’hai oppure no.
Un giorno ho conosciuto un uomo, forse meno capace di quanto lui stesso pensasse di essere, che una sera mi ha detto “il talento cresce. Può nascere dalla voglia, dal tentativo”.
Ci ho riflettuto a lungo, spesso, anche negli anni a seguire. E a tutt’oggi non so se essere d’accordo. La tecnica forse è esercizio e costanza. Un testo non è tecnica. E allora cerco dentro uno spunto, un progetto. Mi ancoro al desiderio di saper dire come il tanto che ho amato in questi anni: la poesia di una congiunzione, la sorpresa di un pensiero. E poi vedere pagine e passaggi articolarsi con la naturalezza dell’acqua che scorre.
Ritorno a pensarci ancora e vorrei chiedere a lui se è riuscito a scrivere un film, come pensava di poter imparare a fare.
Vorrei che avesse ragione e che la capacità di fare qualcosa di bello possa davvero acquisirsi col tentativo e l’insistenza.

venerdì, marzo 17, 2006

Milla


Milla! Il mio adorato cane. In questa notte di leggerezza e jazz rientrando a casa sono stata accolta da un suo vero e proprio ululato...

giovedì, marzo 16, 2006

Sono io! Dopo Alessia, Linda.


Vediamo un pò se riesco a trovare una mia foto altrettanto bucolica...
Ah si eccola...
devo sempre naturalmente ringraziare Francesco che mi "obbliga" ad assumere atteggiamenti spontanei :-)

mercoledì, marzo 15, 2006

Vi presento Ale


Vi presento Alessia.
Una cara amica del liceo, spero non si arrabbi per questo "furto fotografico"... (la foto l'ho letteralmente rubata dal suo blog :-)
con annessa pubblicazione non autorizzata.
Una delle cose che ci divertiva di più era la recitazione dei dialoghi Frengo-Natalia, da me scritti e interpretati. Ale te lo ricordi??


F - natalia... (sospiro)... io... (sospiro)
N - pronto, ma chi parla? pronto (tipo barese)
F - natalia (a aspirata, lunga)
N - pronto, ma chi è? stai bene?
F- natalia sono io (secco lapidario)
N - ah Frengo sei tu, e mi sembrava strano.

Lei sicuramente ricorderà.

martedì, marzo 14, 2006

Dal verde al rosso

Oggi cambiamo faccia, l'interfaccia, la facciata esteriore. Magari solo per un pò, ci si stanca presto, un pò di tutto anche solo di un colore.

venerdì, marzo 10, 2006

Nuovi significati...

Non sono una giornalista, né ho la pretesa di esserlo, ma stamattina aprendo internet, come mio solito, sulla homepage di Repubblica lì lì per cliccare su uno dei miei preferiti (ndr il sito di Francesco) una frasetta coglie la mia attenzione “meglio fascista che frocio”. Torno indietro (un po’ come frenare all’improvviso e ingranare la retromarcia) e leggo il seguente articolo:


Mussolini a Vladimir Luxuria "Meglio fascista che frocio"
Alessandra Mussolinia Porta a porta
ROMA - Un durissimo scambio di battute, condito da una battuta finale che farà polemica: "Meglio fascista che frocio". La frase è stata rivolta da Alessandra Mussolini a Vladimir Luxuria, nel corso della trasmissione Porta a porta, ospiti anche il ministro della Giustizia Roberto Castelli e il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro.
E' la prima volta che il candidato di Rifondazione entra nel salotto di Bruno Vespa. Alessandra Mussolini è arrivata in ritardo rispetto all'inizio della registrazione, e con l'umore pessimo per via dell'inchiesta sulle intercettazioni. Ma a quindici minuti dall'inizio della trasmissione, il primo a rivolgersi direttamente a Luxuria è stato il Guardasigilli. Che lo chiama ripetutamente "signor Guadagno", cioè con il vero cognome di Luxuria.
"Se mi chiama signor Guadagno per offendermi, non attacca", replica il candidato di Rifondazione. "Non voglio offendere il signore - incalza Castelli - ma mi dica come chiamarlo: lui, lei...". L'altro taglia corto, con una battuta: "Mi dia del loro".
Ma sono semplici schermaglie rispetto all'affondo finale della Mussolini. Partita già con il piede sbagliato, fin dal principio: "Mi scusi - dice - non voglio essere offensiva, ma che vuol dire transgender? Transgender, transgendarmi, sembra Schwarzenneger... Usiamo termini italiani", chiede sorridendo a Luxuria.
Ma gli argomenti in scaletta non favoriscono l'incontro fra culture e storie diverse. Sui Pacs monta il conflitto, con Mussolini e Castelli da un lato, schierati per dimostrare che la legge dell'Unione toglierà diritti ai bambini, e dall'altro Luxuria e Di Pietro decisi nel respingere il parallelo sostenendo che la legge sarà una conquista di civiltà per tutti.
"Non voglio essere dipinta come nemica dei bambini, non siamo gli Attila arrivati a distruggere", si difende Luxuria, mentre Di Pietro sottolinea: "Lei non mangia i bambini, il vostro è un falso problema".
I Pacs lasciano il campo al tema dell'immigrazione. Mussolini elenca i rischi dell'immigrazione clandestina e, a quel punto, Di Pietro le dà della "fascista". "E me ne vanto", risponde gridando l'onorevole. "Una che si vanta di essere fascista, mi preoccupa - aggiunge Luxuria - ci metterete al confino?". "A me - replica Mussolini - preoccupa chi brucia le bandiere, chi grida "dieci, cento, mille Nassyria, vergogna, vergogna, vergogna".
Bruno Vespa in evidente difficoltà non riesce a fermare l'ira della parlamentare e in un istante si passa dal "vergogna" all'insulto. E rivolta a Luxuria: "Si veste da donna e pensa di poter dire quello che vuole. Meglio fascista che frocio!". Impassibile, il candidato di Rifondazione si limita a fare la conta delle "battutacce" rivolte dai politici ai gay: "Dopo il culattone di Tremaglia, il frocio della Mussolini. Grazie". E aggiungerà, parlando con i giornalisti all'uscita degli studi Rai di via Teulada: "Non pensavo che ci fosse questa caduta di stile. Probabilmente è un atto rivelatore della loro identità".



Credo che ogni commento sia superfluo, ma evidentemente la signora Mussolini (oh mamma che cognome!) ha un’idea corretta del significato connotativo della parola fascista.
Ritenendo da buona fascista “l’essere froci” un’offesa costruisce una bella frase, dalla sintassi ineccepibile, in cui due termini evidentemente offensivi entrano in confronto. L’utilizzo dell’espressione “meglio essere X, che Y!” pronunciata con enfasi e alterazione implica che tanto l’oggetto X quanto l’Y siano ritenuti poco qualificanti.
In questo caso: meglio essere fascisti (male) che froci (malissimo).
Ogni commento è superfluo ma almeno abbiamo (o meglio HO) una certezza.
Grazie onorevoledignitoso Mussolini per averci mostrato la stortura e il valore di una parola troppo spesso usata. Almeno ora i vocabolari potranno aggiungere una sigla in più alla voce fascista: spreg*.


*spregiativo

giovedì, marzo 09, 2006

manina ha la tonsillite


Che fatica... che giornate! Il cielo è grigio come sempre, fa freddo, siamo al 9 marzo. Ma quando cambierà il tempo?
3c mi risolleva perchè la soluzione e il problema si sovrappongono... ma quante slabbrature!
manina ha la tonsillite e non può fare la spesa... inana dove sei oggi?
C'è chi c'è ma non si vede, c'è chi non c'è e chi non vuole vedere. E i ritardatari che arriveranno fra un'ora. C'è chi ci manca e il tempo dell'anima è diverso, oggi è diverso. Lontano ieri, lontano. Spero torni ad esserci il tempo per fuggire al mare. E che il tempo della nostalgia scenda giù come una valanga a portare via le reticenze. Scrivere vuol dire stare meglio.
E qui è come raccontare una storia. Mi piace non farmi capire e se qualcosa non è chiaro, e se qualcosa lo sarà di più, tanto vale un'interpretazione. Una qualunque.

martedì, marzo 07, 2006

No non no


Il lavoro non ci piace.
Quello che mangiamo non ci piace.
La nostra città non ci piace (più) (perché un tempo ci piaceva…).
Quello che fanno gli amici non ci piace,la nostra casa non ci piace (perché non è la nostra). Le alternative non ci piacciono specie se guadagnano bene.
La mattina non ci piace, il pomeriggio non ci piace, la sera non ci piace, la notte nemmeno. La metro non ci piace, l’autobus non ci piace, la macchina neanche. Il motorino si, ma non ci piace l’assicurazione (specie se non ce la pagano).
Tutto sommato non ci piace decidere e non ci piace scegliere e non ci piace credere che il nostro piacere risieda nella fatica di fare, prendere e desiderare.

photo francesco survara

mercoledì, marzo 01, 2006

L'uomo misterioso


Lo cercano tutte da giorni...
da quando è apparso misteriosamente alla "festa delle streghe", con la sua maschera enigmatica, il popolo delle fanciulle in fiore impazzisce per lui.
Maschera al volto, il conquistador de femme, ha fatto secche, come la foglia che gli parava gli occhi in quella maniera così ambigua, provocante e impenetrabile, centinaia e centinaia di giovani (...e meno giovani) donne.
Lui come in Doppio sogno di Arthur Schnitzler, lui avvolto da mani e sguardi, lui oggetto dei desideri di chiunque abbia avuto la fortuna di incrociarlo.
E' caccia aperta all'uomo misterioso. Chiunque possa fornire informazioni utili a capire chi si celi dietro cotanto mistero, scriva. Per favore scriva!
C'è anche Daniela che lo cerca...