giovedì, aprile 27, 2006

3cmanina

Torno a scrivere nello sfogatoio pubblico dopo tanti giorni di assenza, così giusto per dire che ci sono. Care 3c e manina, (le uniche di cui sono certa delle visite) eccomi qui che vi penso. Questo blog è diventato un modo come un altro per pensarvi. Scrivo sapendo che lascerete comunque una traccia, che sia un font qualunque o uno sguardo assorto nei pensieri vostri.
Che giornataccia! sembra autunno.
Scappo ai miei soliti doveri (giuro che cambio il mondo!), non ho molte idee oggi, quindi questo post è per voi.

"She’s going to change the world ...."

venerdì, aprile 14, 2006

Stamattina

Stamattina è iniziata male.
Con tanti motivi all'ordine del giorno. La delusione dell'altro come un colpo di grazia alle nostre sensibilità. Io non so quale sia il modo di prendersi o di vivere.
Io non so dirti perchè, non so dirti dov'è il punto in cui si mette il piede in fallo, o almeno il momento in cui crediamo che questo sia accaduto.
Non vivere la delusione con una categoricità che, per definizione, essa non possiede.
Delusi, poiché illusi.
E oggi, con questo sole, non so se è più importante lasciarsi andare ad una forma lieve di disperazione o lavare via, con un buon sapone a pezzi, il senso di sporco di inverni lunghi anni, per te che poi il freddo lo detesti.
Mi piacerebbe non sentirti dire che è giusto un privilegio, uno qualunque. Perché poi sai, chi di privilegi vive, quando cade si spacca in due.
Vorrei regalarti un’istantanea delle nostre strade appese e ritoccarla con i colori accesi di una giornata allegra.
Per noi che marciamo ad un passo dalla noia e ci attardiamo davanti ad uno schermo vuoto cercandovi dietro un pupazzo in carne e ossa.

martedì, aprile 11, 2006

Sui, su i, blog

Quanto si scrive su questi blog, quanto? C'è chi sembra ne abbia fatto una professione, un mestiere, una vocazione, un'alternativa, un palco(scenico), chi un diario. Da quando mi sono affacciata a questo meltingpolt virtuale, corro e scappo da una pagina ad un'altra e semino commenti. Poi cerco una linea nel mio scrivere blandamente o meno qua e là, anche nel mio direfarepensare e mi accorgo di non aver trovato nessuna missione da portare a termine.
Oh cazzo, ma allora è un vizio? Uno sfizio, un vezzo, un lazzo, un mozzo?
E allora giù a sciorinare pensieri su pensieri, perchè un posto dove andare bisognerà pur trovarlo? Fosse anche solo per andare a mangiare una pizza stasera.
Ed è così che la caparbietà degli altri mi colpisce sempre, così come la loro persistenza e l'impressione che abbiano, e non solo, ma sappiano, realmente dire delle cose. Non che poi non lo si faccia anche qui, suvvia.
Ma questo vezzo del saper intendere la realtà è una bella scommessa col destino.

venerdì, aprile 07, 2006

La realtà

Sono stanca di aprire il blog e trovare sempre lo stesso post, triste, senza commento. Stanca di fare un lavoro che non mi piace, stanca delle riunioni con gli strutturisti mentre la mente vola verso l'ultimo indirizzo al quale poter inviare un curriculum vitae/vuotae.
Stanca dei commenti, delle serate a pensare a come gestire lo spazio, il tempo che a quanto pare non si perde, non si compra, nè si spreca, ma si vive.
Stanca di non provare o di provare troppo, di rifiutare e di credere che la realtà sia altro da quello che si vede.
Mi rivolgo a chi mi conosce e che condivide con me lo spazio, il tempo e la ricerca dei desideri, che non sono chiari e che, a quanto pare, non hanno più il tempo di crescere. Corri, corri! Sbrigati.
Ma poi ALT.
Possiamo sempre rincorrere un'aspettativa, cercando di non illuderci, per non cadere poi nella tentazione, del tutto costruita, di sentirci delusi.
C'è stato un momento in cui tutto sembrava possibile, l'innocenza e la sfrontatezza camminavano sottobraccio, prendendo la realtà sottogamba.
E ora che di innocenza ce n'è poca e la sfrontatezza la cerco nei cassetti, c'è poco da prendere sottogamba e molto da metterci a bracetto con la realtà.
Che poi, detto fra noi, è quella che si vede...

domenica, aprile 02, 2006

Ciao To

E' semplice e difficile dire qualcosa oggi.
Ma da ieri sera alle 8, senza ipocrisie, credo che un senso di spaesamento ci abbia colto all'improvviso. Un bambino di 2 anni è stato rapito un mese fa e ucciso un'ora dopo, senza UN motivo. Ma un MOTIVO non ci sarebbe stato comunque.
Mi fa orrore l'idea, il pensiero, l'immaginazione. Non c'è spiegazione e non potrebbe esserci. Riesco solo a pensare alle persone che sono state lì ad aspettare, a lanciare appelli, a richiedere attenzione, somministrazioni di farmaci. E' come se provassi un forte senso di inganno.
Ogni reazione sarebbe ai limiti del qualunquismo, della banalità. Cosa fareste a degli uomini così?
Per convinzione mi adatto all'idea che nessuno abbia diritto di uccidere nessuno. E ci credo per profonda convinzione. E che la giustizia non possa fondarsi sul dolore di un genitore.
E' l'innocenza di un bambino che mi colpisce, la gratuità, nessun tentativo di ottenere qualcosa, l'azione violenta. Come calpestare una formica.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi