martedì, aprile 11, 2006

Sui, su i, blog

Quanto si scrive su questi blog, quanto? C'è chi sembra ne abbia fatto una professione, un mestiere, una vocazione, un'alternativa, un palco(scenico), chi un diario. Da quando mi sono affacciata a questo meltingpolt virtuale, corro e scappo da una pagina ad un'altra e semino commenti. Poi cerco una linea nel mio scrivere blandamente o meno qua e là, anche nel mio direfarepensare e mi accorgo di non aver trovato nessuna missione da portare a termine.
Oh cazzo, ma allora è un vizio? Uno sfizio, un vezzo, un lazzo, un mozzo?
E allora giù a sciorinare pensieri su pensieri, perchè un posto dove andare bisognerà pur trovarlo? Fosse anche solo per andare a mangiare una pizza stasera.
Ed è così che la caparbietà degli altri mi colpisce sempre, così come la loro persistenza e l'impressione che abbiano, e non solo, ma sappiano, realmente dire delle cose. Non che poi non lo si faccia anche qui, suvvia.
Ma questo vezzo del saper intendere la realtà è una bella scommessa col destino.

3 Comments:

At 2:39 PM, Anonymous Anonimo said...

eh sì, la moda “bloggista” ha contagiato i più e mi metto nella lista. Tant'è che mi è venuto lo schiribizzo di aprirne uno tuttomio.
Poi, bloccata dalla sindrome del "che dire, perché, a chi?" ho lasciato perdere.
In soccorso mi è apparso un articolo in cui giustappunto veniva stimato che tra qualche anno il numero di Blog aperti sarà superiore al numero di possibili lettori...
Parole per se stessi.
Stime od exit pool che sia, a me piace leggere e scrivere qua e là, forse per personalizzare una pagina non è ancora tempo, meglio nascondersi dietro un acronimo.
O continuare con il nero inchiostro.

 
At 2:58 PM, Blogger Linda said...

Sarà che il "che cosa dico" poi viene da sè.
E non sai che soddisfazione trovare un commento ad un post, come se quello che diciamo potesse inserirsi in una dinamica comunicativa lenta, a volte lentissima. Pensare e poi rispondere. Pensare e poi scrivere, lasciare le parole in sospeso anche per giorni. tanto, mia cara 3C, che fretta c'è?

 
At 3:54 PM, Anonymous Anonimo said...

Fretta?
Non ho idea che forma abbia.
Al contrario mi accompagano ultimamente i suoi contrari: Calma-Lentezza-Flemma- Ritardo- Indugio....ma va bene così.
Tempo e tempismi.
E oggi è tempo di festa,e allora, solo un tocco della sempre fiera depressione post-pranzum (con colleghi)e poi via! Arrivano uova incartate e colorate al latte con sorpresa.E anche se preferirei il fondente,mi stupisco di come,in fondo,non sia male questa Pasqua.
Di come la nostra lente stravolga le apparenze, consapevolmente concentrata sulle nostre omissioni.

Lindina, quando ci vediamo?

 

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