martedì, maggio 30, 2006

Riflessioni in notturna

[...] e anche una faticosa via traversa mi sembrava preferibile ad una via chiusa.

Nelle mie perenigrazioni libresche serali mi sono imbattuta in questa frase che ha calamitato la mia attenzione ed ha aperto uno squarcio sulla realtà, che magari durerà un attimo e poi lascerà di nuovo il campo alla mia lente grigio topo che ingigantisce la mia percezione del mondo.
Una via chiusa, l'oggetto del contendere è esattamente quello. Quello di sentirsi in una strettoia e convincersi che non c'è granchè da fare, che le prospettive sono all'infinito (come geometria descrittiva insegna) e che la strada è chiusa. Anzi la via. Che è più sottile, che non è fisica. Ma metafisica. E allora subito dopo, torno indietro e trovo la faticosa via traversa che è preferibile alla chiusura. All'impossibilità. E qui entra in gioco l'esistenza e la possibilità per l'appunto di giocarserla. Una faticosa via traversa, faticosa. Dura. Durissima. Piuttosto che rinunciare, meglio affaticarsi e la prospettiva non è all'infinito, ma dietro l'angolo. Siamo socialmente abituati a credere che la risoluzione dei problemi debba essere immediata, o comunque semplice, è un pensiero che ha un'origine incerta, visto che in generale la realtà procede in tutt'altra maniera. La via è sempre traversa. Ma non è questo che mi ha scosso.
Mi scuote la possibilità di formulare un pensiero alternativo che non è quello del compatimento, ma è quello della forza d'animo. Meglio affaticarsi lungo un sentiero inclinato a 180°, che credere all'impossibilità di arrivare in cima. Soprattutto perchè la cima esiste.

Eugen Herrigel, Lo zen e il tiro con l'arco, Adelphi

mercoledì, maggio 24, 2006

Le piante

Bisogna pur curare le proprie piante
Qualche giorno fa me lo sono ripetuta pensando ad altro, guardando effettivamente una pianta abbandonata su un balcone. Abbandonata completamente, no; ma non in buona salute.
Allora ho pensato che una pianta è come l'amore. O che l'amore è come una pianta (il che non cambia troppo le cose). Le cure che le sono necessarie la rendono bella, verde, alta e rigogliosa, rivolta verso l'alto, un pò come se camminasse a testa alta.
Questo sembra ovvio, ma io sono rimasta colpita dal pensiero della causalità. Ad azione effetto.
Lasciarla andare al tempo che passa non produrrebbe nessun risultato se non quello di farla ingiallire e lentamente appassire.
Ecco, in questo pensiero ho trovato un lungo aggancio con quel che mi sembra il discorso sull'amore.
L'amore non vive di vita propria, non si autoproduce, nè si autoalimenta, non sta lì fermo e immobile, e non è mai uguale a se stesso (ma questa è una speranza). E' un organismo dinamico. Può crescere, inventarsi e cambiare.
Come una pianta.

venerdì, maggio 12, 2006

nato ieri


Questo post oggi è per un piccoletto appena nato, anzi nato ieri.
Sembra che i suoi gli abbiano destinato un nome quantomeno insolito e che a Roma sarà soggetto a un intercalare tipicamente nostrano...
Edoardo Spartaco. Buffo no? Vi immaginate quando in età scolare sarà chiamato dall' amichetto Kevin (con mamma beautifuldipendente) per andare a giocare a palla in piazzetta? Spartacooooo, oh scenni!
Ma al di là del nome, vorrei solo fare tanti auguri ad AL e UM e attendo con ansia e curiosità di conoscere Spartachino...

lunedì, maggio 08, 2006

Torno ritorno presto!


Riemergo nel blog dopo essere stata tanto assente con tanto di immagine, così anche per dare un minimo di colore (non per il fatto di essere ritratta io, naturalmente!), è tanto che non pubblicizzo le foto del mio fotografo preferito.
Sostanzialmente sono in altre faccende infaccendata e cerco uno spunto per riprendere la mia prassi quotidiana di cazzeggio via etere. Ho notato che mi piace molto curiosare nelle cose degli altri, un pò per voyeurismo, un pò forse per trovarvi dentro assonanze e consonanze. Spesso mi dico ma guarda un pò tu, ma guarda questo e guarda quella. Ah che bravo! e che bei pensieri, ma quante idee e che fantastica avventura fare delle proprie parole lo spunto per la vita. Amarle odiarle e far si che si rincorrano come un cane che si morde la coda. Comunque... mi rimetto alle visite delle mie amichette.. tanto secondo me gli uomini di qui non ci passano!