martedì, dicembre 19, 2006

Levame pure Giuditta e me suicido

Non levategli Giuditta. Il principio della depressione risiede in quelle due ruote sgangherate teoricamente fonte di problemi, frustrazioni, appuntamenti mancati, soldi spesi e maledizioni sotto la pioggia quando piove; ma consolazione infinita, come una sorella capricciosa, come una giornata al sole.
Allora che nostalgia Giuditta coi ricci sporchi e l'elastico a portata di polso, che nostalgia quelle luci color oro e le serate spezzate in una Trstevere senza senso. Giuditta di sempre con le strade deserte e le immagini di noi che ci muoviamo nel buio.
Credevo di ritrovare un caos estivo, quello a cui ho detto arrivederci.
Giuditta accompagnaci al mare il prima possibile perchè nonostante tutto sono una sentimentale che vive di comunioni col ricordo.
Ma per favore non toglietele, anzi nu levateje, Giuditta.

3 Comments:

At 10:51 PM, Anonymous Anonimo said...

geniale!semplicemente geniale!!!!credo che forse solo in tre capiremo la profondità del tuo post,la precisione nel cogliere il pensiero e le immagini comuni di questi nostri anni insieme!posso sentire la voce che pronuncia il titolo "levame pure Giuditta e me suicido!" è lei...ti ho rivista oggi nella nostra trastevere,sfumata,dietro un velo di lacrime...di gioia dopo tanto!un sorriso grande,un abbraccio lungo,concreto, e tutto torna ad essere come se non fosse passato nemmeno un giorno...eppure siamo cambiate,tutte quante,questo è stato davvero un anno complicato,ma ce la siamo cavate e finchè il rivedersi provocherà lacrime di gioia saprò di essere nel vero e sulla giusta strada...vi adoro tutte quante e nonostante tutti i nostri impicci...siamo qui!ricordatevelo!

 
At 11:15 PM, Blogger Linda said...

Giuditta c'ha la marmitta sfiatata e quando fa freddo manco il parabrezza, mo dico io che gusto ce se po provà a annà in giro in simili condizioni?

 
At 12:30 PM, Anonymous Anonimo said...

Il gusto di essere sempre in due in corsa per il mondo.Ogni giorno, precaria incognita per la sera che verrà.
Il gusto di scappare tra le macchine immobili nel traffico da sampietrino. Prime, nonostante le ferite.
Il gusto di cantare contro il vento, senza sentir le stonature. In sottofondo solo il numero di giri,ingrana la marcia ed allontana le paure.
Giuditta tossisce in prima da quasi 18 anni e vive insieme a me.

 

Posta un commento

<< Home